A caccia con l’acciaio

Purtroppo per noi, si deve costatare una certa superficialità, da parte della maggior parte delle associazioni di categoria, nell’affrontare il problema: per scarsa conoscenza, per quell’atteggiamento di rassegnazione che le caratterizza ed infine per indolenza.
Ma cerchiamo di comprendere meglio la situazione, affrontandola analiticamente, ma con la semplicità di un cacciatore che si rivolge ai cacciatori.
I primi ad avvertire il problema, sono stati gli americani, che attraverso studi effettuati all’inizio degli anni ’70, in località umide a forte concentrazione di selvatici e cacciatori si sono accorti che, una consistente quantità di acquatici che avevano ingerito pallini da caccia, era morta per effetto del saturnismo, cioè per avvelenamento da piombo.
Con senso di responsabilità sono, corsi ai ripari, e verso la metà degli anni ’70, sono comparse le prime cartucce caricate con pallini d’acciaio, giacché i precedenti tentativi di copertura del piombo con altri materiali quali il nichel e il rame, avevano fallito lo scopo.
L’onda lunga è arrivata in Italia, a seguito dell’adesione di quest’ultima, all’accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici stipulata all’Aja il 15 agosto 1996 e recepita con la Legge n. 66 del 6 febbraio 2006.
Al momento di scrivere questo articolo, l’obbligo all’uso dei pallini d’acciaio è riferito alle ZPS, ma entro il 2009 lo stesso sarà esteso a tutte le zone umide.

 
Ma adesso consentitemi di lasciare la parola all’esperto:
Per tradizione siamo sempre tra gli ultimi a recepire norme e direttive, quali sono i Paesi che già adottano l’uso dei pallini d’acciaio?
“In America già da anni sono regolarmente utilizzati, così come in Australia e Nuova Zelanda e anche nella maggior parte dei Paesi Europei.”
 
Giuro che non sono alla ricerca dei soliti escamotage italici, ma esiste la possibilità tecnica di utilizzare altri materiali?
“Possono certamente essere utilizzati anche materiali diversi dall’acciaio e comunque non tossici come: il bismuto o le leghe di tungsteno e zinco. Sono reperibili cartucce di questo tipo in commercio ma allo stato attuale, pur presentando vantaggi balistici superiori all’acciaio, l’alto costo e la scarsa industrializzazione non li rendono, per ora, proponibili ad un mercato di massa.”
E se provassimo con il piombo ramato o nichelato?
“No, perché la ricopertura (che è di pochi micron di spessore) non risolve il problema di avvelenamento o inquinamento ma ne ritarda solo di un poco l’effetto.”
In molti lamentano l’eccessivo costo delle cartucce caricate con i pallini d’acciaio, cosa mi dici in proposito?
“Attualmente proprio perché ancora agli inizi della loro produzione le cartucce in acciaio costano un poco più del piombo ma vista la lievitazione continua del prezzo del piombo presto sarà economicamente più vantaggiosa la cartuccia in acciaio anche grazie alla maggior industrializzazione dei componenti.”
 
Vogliamo a questo punto fare chiarezza sulla differenza fisica principale tra il piombo e l’acciaio?
“Il peso specifico e la durezza. Il peso specifico del piombo è 11,3 mentre quello dell’acciaio è 7,84. Quindi il singolo pallino in acciaio pesa il 30% meno del piombo. La durezza del piombo è circa 25 punti vickers mentre quella dell’acciaio è di 100 punti vickers quindi il pallino in acciaio è quattro volte più duro del piombo.”
Ciò per il fucile, vuol dire….
“Che a seguito della maggior durezza e rigidità dell’acciaio e di parametri balistici più intensi la canna è l’elemento sottoposto a maggiori sforzi e stress specialmente nelle zone coniche quali le strozzature o gli strozzatori intercambiabili.”
L’arte del caricamento delle cartucce è una componente fondamentale della tradizione venatoria, così come le infinite disquisizioni sull’argomento. Questo potrà valere anche per le cartucce caricate con pallini d’acciaio?  
“Sì, ed è importante conoscerle. Le cartucce caricate con pallini d’acciaio si dividono in due importanti famiglie: le cartucce ordinarie e quelle ad alta prestazione.
Le cartucce ordinarie – a più bassa carica – possono essere sparate in tutte le armi che siano in perfette condizioni e provate al Banco Nazionale di Prova ad almeno 900 BAR.. Queste cartucce non devono superare la pressione massima di 740 BAR ammessa dal CIP ed i pallini di acciaio devono avere una durezza in superficie non superiore a 110 punti Vickers e all’interno non superiore a 110.
Le cartucce ad elevate o alte prestazioni, invece, possono essere sparate solo con armi che abbiano superato la prova a “steel shot” notificata con un punzone speciale sulle canne a forma di giglio. Queste cartucce non devono superare la pressione massima ammessa di 1050 BAR e le sfere di acciaio devono avere una durezza in superficie non superiore a 110 punti Vickers e all’interno non superiori a 100.”
Tra i cacciatori, forse a ragione, si fa sempre più strada il dubbio che queste nuove cartucce non forniscano gli stessi risultati di quelle tradizionali caricate con il piombo. Sono fantasie? E se non lo sono, cosa si può fare per ridurre il gap? 
“No, non sono fantasie da banco dell’armiere. Proprio a causa del minor peso e della ridotta densità sezionale del pallino in acciaio, il potere vulnerante è inferiore, per questo motivo, prima di tutto si deve necessariamente ridurre la distanza di tiro rispetto al piombo. Inoltre, per compensare il minore peso del pallino in acciaio è bene utilizzare un pallino più grosso di almeno due numeri rispetto al piombo. In questo caso il peso del pallino corrisponderà più o meno al peso del pallino di piombo – di due numeri superiore – e, a parità di grammatura della carica si avrà lo stesso numero totale di pallini.
Ad esempio ecco un confronto tra pallini di piombo e acciaio contenuti in una carica di 32 grammi:

NUMERAZIONE TOTALE PALLINI IN PIOMBO TOTALE PALLINI IN ACCIAIO
N° 2 98  141
N° 4 151  216
Come si può notare utilizzando pallini più grossi di due numeri per l’acciaio si ha un numero totale di pallini pressoché uguale a quello del piombo.”
Queste precauzioni, sono sufficienti ad ottenere la stessa performance del piombo?
“Non esattamente perché, pur a parità di peso del singolo pallino e di numero totale di pallini, la diversa densità sezionale (cioè l’attitudine del pallino a penetrare l’aria e l’animale) è comunque inferiore rispetto al piombo. L’indeformabilità dell’acciaio provoca nell’attraversamento dell’animale un diverso e meno accentuato effetto traumatico e di letalità.”
Ma torniamo a parlare di fucili: quali sono le lunghezze di canna e le strozzature ottimali per sparare pallini d’acciaio?
“Poiché i pallini di acciaio saranno destinati soprattutto alla caccia agli acquatici, le lunghezze ottimali sono di 70 – 75 cm. di lunghezza mentre le strozzature non devono superare i 5/10 di valore – 3 stelle -. Con strozzature pur accentuate e utilizzando pallini di grosso diametro (es. diametro 4 mm. o più) si determina, anche dopo pochi colpi, una deformazione della strozzatura o dello strozzatore che riduce il valore della strozzatura stessa fino a farla diventare cilindrica danneggiando in modo più o meno irreparabile la canna.
Una caratteristica importante della canna dovrà essere una sovra alesatura dell’anima per ridurre, al passaggio dei pallini, l’attrito, lo sforzo e lo stress verso la canna stessa e verso la colonna dei pallini.” 
Credo di capire che la vita dell’arma è destinata a ridursi…
“Naturalmente sparando con continuità cariche in acciaio, le caratteristiche di un’arma, specialmente nelle canne e negli organi di tenuta – o chiusura – hanno una vita media inferiore rispetto ad un analogo utilizzo con cariche in piombo. Ad esempio, con cartucce steel shot ordinarie, la vita delle canne a strozzatura fissa o con strozzatori intercambiabili, può ridursi a 1000 – 2000 colpi in valori di * – ** – *** e a 2000 – 5000 colpi con valori di ****/e cilindrico. Utilizzando cartucce ad alta prestazione la vita delle canne si può invece ridurre a meno di 2/3.”
Nella peggiore delle ipotesi, ne godranno armieri ed industria di settore. Ma la sicurezza é garantita?
“Non esistono precedenti o segnalazioni di problemi al tiratore, non esistono in particolare problemi di scoppio delle canne. Il danno si realizza soprattutto sulle canne nella zona della strozzatura mentre sulla superficie interna della canna potranno verificarsi strisciature o laccature più o meno evidenti.
I danni saranno comunque ridotti se si farà un uso corretto del fucile utilizzando le strozzature consigliate e adottando le cartucce appropriate. Per questo motivo non si dovranno mai sparare cartucce ad alta prestazione in fucili che non abbiano effettuato la prova specifica al Banco Nazionale, e che non presentino quindi sulle canne il marchio del giglio.”
E che fine farà il fucile del nonno?
“Se il fucile è datato, oppure ha sparato moltissimo è sconsigliabile l’uso di cartucce steel shot a meno di una revisione e di un ripristino di alcune componenti, quali la chiusura e la canna; revisione che solo un armaiolo professionale è in grado di valutare ed effettuare.”
…e quelli datati di prestigio?
“Nei fucili fini, ad esempio doppiette e sovrapposti di alto pregio quali Holland & Holland, Purdey, e altri,  
l’utilizzo di queste cartucce è decisamente da sconsigliare pena il danneggiamento di un arma di valore non concepita certo per sparare pallini in acciaio. Queste armi presentavano soprattutto nelle canne leggere e spesso non cromate caratteristiche che non si addicono proprio all’uso di queste nuove cariche.”
Dopo questa coltellata, torniamo ai giorni nostri. Sulle armi prodotte negli ultimi anni è possibile sparare in sicurezza pallini d’acciaio?
“Se le armi sono state punzonate da BNP ad almeno 900 BAR è possibile sparare tranquillamente cartucce ordinarie e con pallini non troppo grossi – max 3-3,5 mm di diametro – sempre in strozzature massime di 5/10 (***). E’ comunque consigliabile un controllo dello stato generale dell’arma presso fabbriche o armerie specializzate. Naturalmente sparando cariche ordinarie e pallini “piccoli” si riducono ulteriormente le performance di tiro.”
Abbiamo parlato di balistica e degli effetti sulla meccanica. Ma poi c’è il problema della sensazione allo sparo, dovuta…?
“Il primo riscontro è una sensazione di rinculo decisamente più forte rispetto al piombo dovuta alla rigidità dei pallini e a un effetto meno ammortizzante dalla borra in plastica, che dovendo essere più spessa e più alta per contenere tutta la colonna dei pallini, viene meno alla sua prerogativa di attenuare l’effetto della spinta della polvere sulla carica di pallini.
Quindi?
“Quindi è preferibile l’utilizzo di un fucile leggermente più pesante ma soprattutto bilanciato per ottimizzare allo stesso tempo l’effetto del rinculo con la stabilità dell’arma nelle sequenze di tiro.”
Ma la rosata dei pallini d’acciaio si presenta in modo diverso rispetto a quella generata dal piombo ?
“Certamente a causa della minore deformabilità dell’acciaio, la rosata (a parità di strozzatura) è più concentrata e densa (e questo è uno dei punti positivi dei pallini in acciaio rispetto al piombo).Per lo stesso motivo però la lunghezza dello sciame è più corto, il che significa essere un poco penalizzati nei tiri su animali che traversano. Tuttavia sparando correttamente e centrando l’animale, questo sarà attraversato da un numero superiore di pallini (proprio per effetto della maggiore densità e minore lunghezza dello sciame).”
Mi sembra di aver capito che non ci saranno sconti per i padellari….
“Certamente essendo il pallino in acciaio dotato di un’energia superiore al piombo alla breve distanza per poi perderla progressivamente. Nei tiri ravvicinati, entro i 15 metri, bisogna diminuire l’anticipo se non addirittura eliminarlo, mentre il selvatico andrebbe anticipato nei tiri oltre questa distanza.
Bisogna quindi ripartire da zero, rivedendo i parametri del proprio modo di sparare. Ma questa è una nuova sfida anche con se stessi e renderà il confronto con l’animale più etico, sportivo, secondo quelle che dovrebbero essere le prerogative di un vero cacciatore.”

C’è il timore fondato che si producano troppi feriti….
“Se non si terrà conto delle diverse caratteristiche dell’acciaio e se si sparerà come si è abituati con il piombo, senza dubbio si verificherà un elevato numero di animali feriti. Ecco perché è necessario conoscere bene l’argomento per sparare nelle condizioni più logiche e soprattutto a distanze che non superino i 25-30 metri al massimo.
Tali distanze sono già distanze limite anche per cartucce ad alta prestazione. Naturalmente se si usano cartucce ordinarie le condizioni di tiro e il diametro dei pallini più piccolo suggeriranno tiri che non eccedano i 15-20 metri di distanza.”

Secondo te, ci sono dei margini di miglioramento, cioè, si può pensare di ridurre il gap tra il piombo e l’acciaio ad iniziare dai fucili?
“Naturalmente le principali fabbriche già hanno effettuato innovazioni sui rispettivi fucili e considerando che siamo all’inizio di questa nuova avventura, credo che non si possa che migliorare.
La Beretta-Benelli, la Fabarm e la straniera Browing, ognuna con scelte tecnicamente diverse fra loro, hanno presentano una gamma di fucili studiati per utilizzare al meglio i pallini in acciaio con una particolare attenzione alla sicurezza.
Browing ad esempio, sotto la spinta del mercato americano (dove già da diversi anni si usano pallini in acciaio), realizza una propria canna sovra alesata (18,8 mm. di anima anziché i tradizionali 18,4), mentre Beretta ha presentato fucili con strozzatori Mobilchoke e Optimabore di elevata durezza che in combinazione con l’alta resistenza della canna ben si adattano ai pallini in acciaio.
Benelli, invece, ha in catalogo canne trattate con il sistema criogenico, atto ad eliminare le tensioni dell’acciaio della canna e adotta strozzatori di notevole lunghezza per ridurre le sollecitazioni radiali.
Infine Fabarm, forte del collaudato e brevettato sistema Tribore (sovra alesatura della canna con tratto conico  
prima della strozzatura), e degli innovativi e lunghi strozzatori interni iperbolici HP ha elaborato una soluzione all’avanguardia, tanto che su questo tipo di armi possono essere utilizzati in sicurezza anche strozzatori superiori alle 3 stelle (cioè anche 2 e 1 stella).
Su questa tipologia di armi (sovrapposti cal. 12 serie AXIS e semiautomatici serie XLR 5) Fabarm introduce, prima in assoluto, un test supplementare al Banco Prova dove alla prova superiore steel shot (giglio) aggiunge un ulteriore test a 1630 BAR di pressione, a testimonianza della affidabilità costruttiva, di sicurezza e performances.”

Questa spinta all’innovazione è presente anche nell’ambito delle cartucce?
“Per quanto riguarda le cartucce le fabbriche americane sono presenti con ottime cartucce anche in virtù della loro maggiore esperienza di applicazione ma quelle italiane e europee non stanno a guardare, e si stanno preparando al meglio. In ogni caso, è mia opinione che quando i fucili avranno colmato le differenze tecniche, con strutture che resistenti e geometrie interne delle canne atte alla a soddisfare le nuove esigenze balistiche, il pallino passerà ai fabbricanti di cartucce che dovranno ottimizzare e industrializzare tutti i componenti della nuova munizione.”

Ma ci sono concrete speranze di colmare completamente il gap ed arrivare, un giorno, a disporre di armi e cartucce con caratteristiche pari alle attuali?
“Tutte le innovazioni probabili su armi e munizioni saranno tese a ridurre il più possibile il GAP tra piombo e acciaio, ma proprio per leggi fisiche incontrovertibili questa differenza non potrà mai essere colmata appieno in quanto, alle caratteristiche fisico-balistiche il piombo determina, nell’attraversamento dell’animale colpito, un diverso grado di offesa, derivato dal peso, dall’energia, dalla deformazione e dal calore del singolo pallino, condizioni che in sinergia tra loro producono un effetto letale anche a distanze rilevanti.”

I pallini d’acciaio rappresentano un futuro irreversibile, ma proviamo a fare un discorso inverso: come si comportano questi nuovi fucili con le cartucce caricate a piombo? 
“Un’arma ed in particolare le canne predisposte per ottimizzare i tiri con pallini in acciaio trovano vantaggi ancora superiori sparando con pallini in piombo. La sovra alesatura della canna e le particolare strozzature, o strozzatori, a coni lunghi e progressivi, esaltano le prestazioni del piombo in termini di densità e di distanze di tiro.
Credo proprio che anche per questa ragione per tutte le cacce dove si continuerà ancora a sparare con pallini in piombo, sia auspicabile (in virtù delle maggiori rese balistiche) ridurre la grammatura oggi spesso eccessiva in quanto, a parità di prestazione, si getterebbero sul terreno minori quantità di piombo e questo sarebbe anche vantaggioso dal punto di vista economico visto il trend in aumento del prezzo del piombo.”

Come hai più volte sottolineato, il grado di durezza dell’acciaio è maggiore di quello del piombo. Questa caratteristica, può generare problemi alla sicurezza?
“Proprio perché l’acciaio è più duro e meno deformabile, i pallini lanciati contro corpi rigidi anziché deformarsi tendono a rimbalzare in modo casuale in funzione del tipo di impatto dell’angolo di incidenza e della consistenza del corpo impattato. Significa quindi che i rimbalzi possono essere pericolosi ed avere traiettorie imprevedibili; bisognerà tenerne conto all’atto dello sparo che dovrà avvenire in piena visibilità anche nello spazio circostante l’animale. Sarà poi opportuno, e più sicuro portare occhiali protettivi.

Dall’alto della tua esperienza, quali sono le considerazioni finali?
“Io personalmente credo che oggi il livello raggiunto da armi e cartucce caricate con piombo abbia ormai raggiunto il top.
Si spara spesso con cariche troppo alte ed a distanze eccessive, senz’altro superiori a quelle cui si sparava 30 anni fa quando fucili e cartucce erano tali da determinare tiri efficaci a distanze che non eccedevano i 30 metri.
Ho l’impressione che i pallini in acciaio, ci riporteranno indietro nel tempo, quando si sparava a distanze non proibitive e la definizione visiva dell’occhio aveva la sua massima efficacia – mediamente entro i 30 m -. Ecco, io credo che da questo punto di vista si aprano delle condizioni di interpretare la caccia in modo positivo, e comunque meno esasperato.
Non dimentichiamo che la direttiva sull’uso dei pallini in acciaio, o non tossici, va nella direzione di una caccia ecologica, rispettosa dell’ambiente e il cacciatore dovrà dimostrare i propri valori etici, poiché la caccia non deve essere considerata nella quantità bensì nella qualità.”

Lascia un Commento

Verifica Umana - Quanto fa? *