L’ORSO MARSICANO, i paesi e le autostrade.

Associazione Italiana per la Wilderness (AIW)
Riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con Decreto 28 dicembre 2004 – G.U. n. 53 – 5 marzo 2005

L’ORSO MARSICANO, i paesi e le autostrade

Un proverbio dice che quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito. Lo si potrebbe adattare alla situazione dell’Orso marsicano, dove sembra che tutti (anche le autorità, ed è la cosa più grave!) anziché cercare di capire i motivi o le ragioni del perché la popolazione ormai sempre più sparuta di quest’animale non viva più nel suo habitat naturale di ancestrale memoria (peraltro protetto come Parco Nazionale proprio allo scopo di difenderlo) è ormai sempre più presente nei paesi, specie in quelli del circondario del Parco (quest’anno ha nuovamente più volte fatto la sua comparsa anche nella capitale dell’area protetta, Pescasseroli e addirittura è stato visto anche attraversare l’autostrada Roma-Pescara per dirigersi sempre più lontano dal Parco), si premurano tutti di richiedere provvedimenti non per far rientrare o far restare gli orsi nel Parco e nel suo range storico di sopravvivenza, ma: da una parte per richiedere ai cittadini ed ai turisti di non disturbarlo, di non avvicinarglisi per fotografarlo, di non prendersi le confidenze che la sua confidenza verso l’uomo stimolerebbe (specie agli animalisti alla Brambilla per intenderci, quelli che credono che lupi ed orsi siano come i peluche che si portano a letto i bambini!) e addirittura propongono alle autorità preposte alla gestione delle autostrade costose recinzioni che impediscano all’orso di superarle (come se l’orso fosse stupido e non finisse per seguirle fino a trovare il varco cercato, fosse anche a chilometri di distanza). E le autorità? Si limitano a fare appello agli automobilisti “a prestare molta attenzione alla guida, soprattutto all’alba e al tramonto, in quanto sono i momenti preferiti dagli orsi per attraversare le strade”: come se le migliaia di automobilisti che percorrono quell’autostrada ne fossero informati! O si finirà per pretendere un muro alla Trump che da Roma giunga fino a Pescara? In fondo in questi casi l’orso non è forse un migrante? I costi? Certamente milionari, per folli misure di ipotetico contenimento a fronte di stanziamenti ben minori e certamente risolutivi del problema come la banale semina di campi di mais.

Chissà come mai non abbiano pensato di proporre lo scavo di una galleria che dal Fucino porti fino alla Valle Peligna (ed ovviamente anche per le ferrovia Roma-Pescara, visto che anche i treni viaggiano a velocità sostenuta!) mettendo così in “sicurezza ursina” le montagne che attraversano (e non ci si dimentichi della superstrada Sora-Cassino, visto che un orso è stato segnalato sul Monte Caira, e per giungervi ha necessariamente dovuta attraversare anche questa trafficata arteria)!

Intanto ad incentivare – o seminare direttamente – terreni nelle vallate del Parco anticamente adibite all’agricoltura, non se ne parla né si propone (a parte la scrivente associazione), né si parla di “greggi pubblici” da lasciare al libero arbitrio dell’orso senza dover indennizzare i proprietari; e se se ne parla si finisce sempre per sostenere che non v’è né alcun bisogno visto che l’originario territorio abitato dall’orso è straricco di risorse naturali spontanee: vero, ma peccato che l’orso sia da millenni che cerca i prodotti dell’uomo proprio perché (l’orso non è un fesso!) più abbondanti e più appetitosi.

E così, ecco che anche quest’anno, peraltro di crisi alimentare aumentata dalla siccità, gli orsi sono sempre più spesso avvistati nottetempo aggirarsi nelle strade dei paesi, tra un orto ed un pollaio, tra un bidone di immondizia ed una conigliera. O in migrazione verso le loro “Lampedusa” oltre le strade e le autostrade, pericolose come lo sono le acque del Mediterraneo per i barconi che giungono dalle coste africane.

E il Ministero dell’Ambiente che fa? Regala automezzi al servizio di sorveglianza del Parco (di cui effettivamente c’è sempre più bisogno, visto che ormai per seguire gli orsi le povere guardie devono anche pattugliare le autostrade!) e erogano soldi per le ennesime e continue inutili ricerche di biologia, le quali finiscono ormai per servire solo più a contare gli orsi vivi e gli orsi morti; quelli vivi per munirli di radiocollari, quelli morti per recuperarli (orsi e radiocollari)!

 

I Parchi e l’Orso marsicano in mano alla politica ed a incompetenti!

 

Murialdo, 10 Ottobre 2017

Franco Zunino

Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness

già primo studioso sul campo dell’Orso marsicano

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